Gabriel Batistuta InterviewBy: Bruno BartolozziSource: Gazzetta dello Sport Date: May 25th, 2000
English version
BUENOS AIRES — Gabriel Batistuta sbarca a Buenos Aires in una giornata giornalisticamente impegnativa. In serata (ore due di notte in Italia) c'è il confronto, atteso fin dal 1993: un Boca-River valido per i quarti della Libertadores. Non solo è la vigilia della festa della libertà, il 25 maggio, ed è anche la vigilia dei 99 anni del River. Eppure, alle sei della mattina, ad aspettarlo, ci sono almeno cento fra giornalisti e operatori. Tutti con le stesse richieste. Dove vai, che fai, quanto hai guadagnato? Bati parla secco per dieci minuti nella sala stampa dell'aeroporto e poi si rifugia nel suo quartiere generale, un elegante hotel del quartiere Recoleta, con vista sul cimitero monumentale. Croci e tombe, tutte, però, cariche di storia. Resterà qui fino al trasferimento del ritiro della nazionale argentina, per affrontare il 4 giugno la Bolivia. Estate di fuoco per lui. Una sfida al mese con la nazionale: il 29 Colombia-Argentina e, il 19 luglio Argentina-Ecuador, 26 luglio Brasile-Argentina, il clou delle qualificazioni mondiali.
Il viaggio di Batistuta da Milano, o meglio da Firenze, a Buenos Aires, iniziato martedì, è stato sofferto. Un incidente in auto ha bloccato l'autostrada del Sole all'altezza di Parma, il contrattempo ha rischiato di far perdere l'aereo all'attaccante. Ha telefonato, ha chiesto il ritardo autorizzato dal capo scalo di Milano Malpensa ed è arrivato, grazie ad un vero scatto, all'imbocco del gate B 10. A bordo del volo, decollato oltre le dieci di martedì sera, lo aspettavano Nestor Sensini e Ariel Ortega. Ma Batistuta è tipo speciale. Prima di dormire passa una buona ora a studiare i quiz del ministero per ottenere la licenza da pilota aeronautico. Come i test per la patente. Risponde a una domanda dietro l'altra, interpretando mappe aeree, correnti d'aria, situazioni meteorologiche. A chi gli chiede autografi e lo guarda con sorpresa, risponde rassicurando: «Tranquilli, solo la prova teorica, per quella pratica non mi esercito adesso, su questa rotta». Si informa sul risultato di Inter- Parma e, poco prima di chiudere libri e luce, dal telefono di bordo chiama personalmente Franco Baldini, il dirigente della Roma che lo ha letteralmente trascinato verso la capitale. Chiede: «Come sta andando?». La trattativa è ancora in corso (una seconda chiamata l’ha fatta poi ieri sera, per dire ai dirigenti della Roma che non ha ripensamenti e che si sente giallorosso a tutti gli effetti. Il responsabile del mercato Baldini sarà infatti tra venerdì e sabato a Buenos Aires per la firma).
In Italia è l'una di notte. Lui, Batistuta, nella lunga chiacchierata in aereo ammette solo: «L’accordo con la Roma è raggiunto nella sostanza, mancano ancora pochissimi dettagli. Che possono far saltare tutto. Ma sono dettagli». E aggiunge: «Quando si fanno trasferimenti del genere i diritti d'immagine vengono dietro il contratto calcistico». Il punto è esattamente questo. Per il resto, un libro aperto. Un diluvio di sensazioni, con il sorriso sulle labbra. Sotto ci sono i Pirenei e, dopo aver saputo il risultato della partita, Inter-Parma e prima di richiamare la Roma, comincia a raccontare: «Ho visto Sensi determinato e il progetto della Roma mi convince. Nessuno può dire che vincerà un campionato, quindi le scelte vanno fatte sui progetti. Quello della Roma e quello dell'Inter mi hanno convinto. Ho visto e sentito tutti quanti, non un solo presidente. Ho parlato anche con Fabio Capello. Devo però dire che Sensi l'ho visto convinto come nessuno di poter fare questo acquisto».
Sarà il calciatore più pagato al mondo, come si sente?
Cosa farà la Roma?
Tanti 70 miliardi per un giocatore di 31 anni?
Capello è allenatore che sa gestire i campioni.
Montella dice che non le lascia la maglia numero nove.
Giocare con Totti?
Lei stava preferendo Moratti. La Roma può darle lo stesso, ora che l'Inter è in Champions League?
Però la Roma l'ha trattata da gran campione.
E poi la Lazio.
La Lazio ha cercato di mandarla all'Inter per prendere Vieri e cedere Salas, o al Parma per prendere Crespo. Un progetto ispirato anche dal procuratore Mascardi.
Veron ha detto che non sarebbe rimasto alla Lazio se fosse arrivato lei.
Le ha dette lo stesso. E i rapporti fra voi?
E ora vi chiarirete in nazionale?
Batistuta lascia una Fiorentina in lacrime, e anche Rui Costa vuole andare via...
Ha visto cosa è successo tra il vice-presidente Poggi e Luna?
Cosa manca a Firenze?
Tirerà rigori contro la Fiorentina, esulterà?
Sensini, qui a fianco, è un suo avversario di derby. E tornerà nella Roma anche Balbo.
Vero che ha già visto la casa di Balbo a Roma?
E la sua?
|