Batistuta, una rete per entrare nella storia viola.
Il gol più bello è dedicato al suo amico Anthony
Un gol per entrare nella storia della Fiorentina. Un gol pesante per l'albo dei cannonieri viola, per il rilancio in campionato e per i bambini che nasceranno nel Duemila e sentiranno parlare di quel campione dai capelli lunghi, dal cuore grande e dal piede da dinamite. Ma c'era davvero bisogno di quel gol? Per entrare nei cuori dei tifosi certamente no perché Bati è già nella leggenda, nel mito, a braccetto con 'Antonio', ora manager che giocava "guardando le stelle".
Un pizzico di retorica? Certo, forse inevitabile quando c'è di mezzo la passione &il calcio. E al cuore dei tifosi risponde proprio quello del bomber. Batistuta è stato ieri coperto da una valanga di telefonate da Israele e dall'Argentina, per quella maglia mostrata dopo il gol del pareggio con il Milan. La scritta, un Batistuta in caratteri ebraici e sotto "tu sei il numero 1" in inglese, ha suscitato molta curiosità, anche in Israele. Il campione argentino ha voluto mantenere nel riserbo il suo gesto, che a quanto riferito dal procuratore Settimio
Aloisio è "puramente personale, e nato dal cuore". È lo stesso Aloisio però a rivelare che il giocatore ha ricevuto molte chiamate da Gerusalemme, una anche da un funzionario del ministero della cultura israeliana. Batistuta aveva conosciuto il ragazzo, che ora ha dodici anni, due anni fa, quando con l'Argentina si recò a giocare in Israele. Il padre del bimbo fece di tutto per far incontrare il figlio e il calciatore e da allora Anthony, affetto da
leucemia, ha continuato a scrivere e a chiamare in Italia Batistuta.
Venerdì, il ragazzo è venuto a Firenze. Ed è stato un grande incontro. Batistuta lo ha portato a cena con i suoi figli e ha ricevuto in dono quella maglia. Un complimento del piccolo tifoso al grande campione. Batistuta gli ha risposto con un velo di commozione: "La indosso subito e la mostro se segno". E' stato di parola. Anthony era in tribuna ed ha gioito doppiamente: per il portafortuna e per il suo grande campione
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