Date: November 8-14, 1995
By: Matteo Marani
Source: Guerin Sportivo
Translated by: Mari
Thanks to Humbird for the article


Gabriel il magnifico

Ha festeggiato le 100 gare in A con una doppietta che lancia la Fiorentina ai primi posti. "Una Domenica indimenticabile, con due gol per ringraziare I tifosi." Quelli che prima della partite gli avevano dedicato una statua e una curva color Argentina.

Firenze. Fiero come un leone nella sua corso dopo I gol. Potente come una pantera nelle sue giocate. Animale strano. Gabriel Omar Batistuta. Avavano provato a metterlo sul piedistallo prima della partite, con una statua in suo onore. Peccato per la Lazio che ne sia sceso troppo in fretta, riscoprendosi il bomber piu forte del nostro campionato.

Non poteva sognare un modo migliore per festeggiare le 100 presenze in A: due gol stupendi e una vittoria finale che porta la sua Fiorentina al terzo posto in classifica. "Quella di Domenica e stata una giornata indimeticabile" spiega lui emozionato, "una di quelle giornate da ricordare quando sei vecchio." Una gioia da condividere con i tifosi, tanto affezionati a lui da stendere in curva un mare di cartoncini con I colori dell'Argentina. "Volevo ringraziare in qualche modo il pubblico, e non solo a parole. Per questo quando sono ruiscito a segnare sono andate a festeggiare sotto la curva." La corsa liberatoria verso la Fiesole gli e costata l'ammonizione, ma nemmeno questo lo puo frenare: "Non sono pentito, l'occasione meritava, speriamo che Ranieri mi perdoni."

Gia perdonato. D'altrone la cosa piu importante per il tecnico viola e per tutto il pubblico di Firenze e' aver ritrovato il suo bomber. Era rimasto a secco nelle prime giornate, bloccato dai postumi della Coppa America che lo avavano consegnato stanco al nostro campionato. Abulico, spesso assente, l'attaccante argentino aveva smarrito la lucidita' e il vigore che las passata stagione gli erano valsi 26 gol e il titolo strameritato di capocannoniere. Poi, piano piano, Batistuta ha ritrovato la condizione, che per lui vuol dire giocoforza il gol. Il primo, quest'anno, contro la Cremonese alla Quarta giornata, scadenza mai cosi' lontanna nella sua esperienza in Italia. Quindi la seconda rete una settimana fa control il Bari. Domenica, il decisivo salto di qualita, con una doppietta che ha inabissato gli ultimi sogni di Gloria della Lazio e ha lanciato, in maniera finalmente credible, la Fiorentina. "Mi sento bene fisicamente mi sto ritrovando" ha spiegato subito dopo la gara. Anch il suo umore e' salito in queste settimane, ritrovando la simpatia di un tempo. Piu' sorrisi, piu' voglia di scherzare. In practica, piu' Batistuta. "Gabriel si sta ricaricando" ripetevano profeticamente alcuni compagni, in particolare Rui Costa, l'amico piu' caro.

E cosi il raggazzo di Reconquista e' tornato protagonista, nel momento migliore, sopratutto per Ranieri. Le polemiche in settimana avevano tormentato l'ambiente viola. Dare fiducia oppure no all'allenatore? Un enigma spazzato via da Gabriel, che con las doppietta di Domenica ha raggiunto le 59 segnature in 100 gare. Ovvero: piu' di un gol ogni due gare. Un rendimento straordinario. Bastano I numeri a ricordare il valore assoluto di questo giocatore uscito dall'accademia del calico, da quella tradizionale. La risposta migliore ai miopi che Quattro anni fa bocciarono il suo debutto in Italia e a cui lui ha replicato in maniera sempre educata: "Non avevo capito come funzionavano le cose da voi. In Italia non c'e' solidarieta nello spogliatoio, I compagni si preoccupano solo di loro. Quando l'ho capito ho reagito, grazie al mio carattere cocciuto non sono scappato prima come fanno comprensibilmente molti stranieri."

E ha fatto bene a rimanere qui il ragazzo che da adolescente viaggiava in autostop lungo l'Argentina, alla ricerca di se stesso. Ha fatto bene non solo per se', per diventare forse il piu forte atttaccante al mondo, ma anche per Ranieri, che ora lo ringrazia, e per Vittorio Cecchi Gori. Sara' solo una coincidenza temporale, ma proprio nei giorni piu' delicati per il presidente, intento a dare un'identita piu' forte alla Fioretina nella Palazzo, corrisponde un'impennata dei risultati tecnici che portano la firm di Batistuta. L'uomo che proprio Vittori Cecci Gori, Quattro anni orsono, quasi impose a suo padre Mario. A due anni esatti dalla scomparsa del patriarco, il capriccio del figlio si e' trasformato in una scelta giusta. Di maturita'. E ora ci pensi la societa' a mettere sul piedistallo il gaucho dal gol facile. Visto il momento, a questo Batistuta bisogna proprio fare un monumento.

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